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Nel posto che conosco e non conosco allo stesso tempo, c'è una città fatta di scatole piene di fiori di carta e di stoffa colorata.
Le stagioni sono impetuose e il sole ti si siede sulla schiena ad ogni occasione imprevista, schernendo la fatica e bevendo il tuo sudore.
Nel posto che conosco e non conosco, le persone che lo abitano raccontano storie sovraumane mescolando luoghi comuni a poesie romantiche, pregano bestemmiando e si sporcano le mani del gesso che satura l'aria.
In quello stesso posto, il verde si abbandona al grigio del cemento e le crepe della strada diventano pozzi dai quali attingere nei momenti di pausa, quando i muri diventano troppo sottili per potercisi poggiare.
La logica, nel posto che conosco e non conosco, è un etimo diverso da quello che c'è in altri luoghi e s'avvinghia e s'attorciglia su se stessa cercandosi il senso negli stessi nodi che si crea da sola.
A guardare bene, questo posto che parla di se stesso, parla pure di te.
Le stagioni sono impetuose e il sole ti si siede sulla schiena ad ogni occasione imprevista, schernendo la fatica e bevendo il tuo sudore.
Nel posto che conosco e non conosco, le persone che lo abitano raccontano storie sovraumane mescolando luoghi comuni a poesie romantiche, pregano bestemmiando e si sporcano le mani del gesso che satura l'aria.
In quello stesso posto, il verde si abbandona al grigio del cemento e le crepe della strada diventano pozzi dai quali attingere nei momenti di pausa, quando i muri diventano troppo sottili per potercisi poggiare.
La logica, nel posto che conosco e non conosco, è un etimo diverso da quello che c'è in altri luoghi e s'avvinghia e s'attorciglia su se stessa cercandosi il senso negli stessi nodi che si crea da sola.
A guardare bene, questo posto che parla di se stesso, parla pure di te.






















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